Bassoli-NO, Bassoli-SI e le tante mancanze

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Ispirato da un’intervista rilasciata dal mio amico Peppe Russo anche a me vien da fare qualche oservazione su quello che sta pian pianino diventando un caso politico che travalica i confini Napoletani e che diviene un vero e proprio caso nazionale e cioè la ricandidatura a sindaco di Napoli di Antonio Bassolino.

Una discussione forte e a tratti aspra, che, a mio parere, sta invece indebolendo il dibattito all’interno dei Democrat napoletani e sta anche offuscando quello che, invece, dovrebbe essere il vero punto di una campagna elettorale per le comunali.

Quasi nulla, difatti, negli ultimi tempi si è detto su quanto fatto e (sopratutto) non fatto dal Sindaco uscente De Magistris. Le tante mancanze e inadepienze della giunta del novello Masaniello sono state totalmente tranciate per dar spazio a un dilemma che pare essere oramai quasi Amletico “Bassolino o Non Bassolino, questo è il problema!”

Purtroppo la città di Napoli avrebbe bisogno di ben altro. Avrebbe bisogno di una seria e approfondita discussione su quale debba essere il suo ruolo in questa fase storica, di come possa tornare ad essere Capitale del Mezzogiorno e grande punto di riferimento per tutto il Mediterraneo.

Ma tutto questo è totalmente mancato nel confronto all’imterno del Partito Democratico di Napoli. Non solo in questi ultimi tempi, ma durante gli ultimi anni. Un enorme vuoto di idee e progetti che ha, di fatto, spianato la strada al ritorno di Bassolino.

Una “politica senza politica” operata nella città partenopea che ha messo in  uno status di subordinata tutta una classe dirignte, tanto che in una recente intervista Ciriaco De Mita ha definito i democratici Napoletani come “dilettanti senza pensiero”.

Questo meriterebbe una riflessione seria e profonda che non puó certo limitarsi al semplice niet posto nei confronti dell’ex sindaco e governatore.

Anzi. Il vero pericolo è che questa possa risultare l’occasione per “personaggetti” (per dirla alla Crozza/De Luca) di potersi ergere a salvatori della patria, magari tentando di sfruttare un minimo di bagaglio di voti posseduto, per  farsi investire quale “unica alternativa vera” a Don Antonio e far sprofondare ancora di più Napoli e il Pd partenopeo nell’anonimato. L’unica vera alternativa a Bassolino (e a De Magistris) può solo uscire dalle primarie, come peraltro annunciato anche da Matteo Renzi, e con un nome di alto spessore che possa davvero rappresentare una speranza e un progetto e che possa quindi anche aiutare a completare la buona e preziosa opera di rinnovamento e cambiamento che sta mettendo in campo il Presidente De Luca in Regione.

Se non dovessero darsi le condizioni, sono comunque convinto che debba essere rispettato in ogni caso l’indicazione che uscirà dalle Primarie, e  che non ha legittimità  il discorso” contro Bassolino qualsiasi cosa vale”, perché la politica si svolge “per fare cosa” e non “contro chi”.

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