Umberto Eco, l’ultimo dei “sapienti”.

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Con la morte di Umberto Eco non se ne va semplicemente un intelletuale ma anche una personalità sempre più rara ai nostri giorni, quella che una volta era definita come”intelletuale poliedrico”, termine coniato per indicare  una mente  il cui genio e campo di studi fosse difficilmente indirizzabile in un unico  settore.

Anzi, forse per il grande Eco andrebbe utilizzato il termine  di σοφός , che gli antichi greci usavano per indicare i “sapienti”.

L’autore de Il nome della rosa è stato un tipo di umanista a tutto tondo, come i tanti filosofi e letterati  che hanno caratterizato la storia dell’occidente fino al secolo XIX. Un tipo di personaggio che, data la sempre maggiore settorialità e specializzazione  del mondo attuale, difficilmete può formarsi nuovamente.

Proprio questa sua dote e capacitá, non a caso,é quella maggiormente ricordata dai tanti che in queste ore lo stanno ricordando.

Per questo mi sento di azzardare che con la dipartita di Eco scompare, forse per sempre, la figura del pensatore globale.

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