Fuori dal coro: ecco perché, contrariamente a tanti, condivido lo sfogo di Aurelio De Laurentiis.

Standard

Come volevasi dimostrare: tutti, ma proprio tutti, contro De Laurentiis, tutti a stigmatizzare le sue dichiarazioni, a ritenerle fuori luogo, e nessuno, tranne pochissimi, a soffermarsi sul fatto che, probabilmente, De Laurentiis non era arrabbiato tanto per il risultato (che a dirla tutta non ha penalizzato più di tanto il Napoli, dal momento che basterebbe un gol in casa al ritorno per riaprire tutto…), quanto per il modo in cui il Napoli ha perso, visto che le dichiarazioni del Presidente, e il putiferio mediatico ad esse seguito, hanno distolto l’attenzione dei più dal fatto che, a mio avviso, il Napoli a Madrid ha disputato, dal punto di vista dell’intensità, della qualità di palleggio, dell’applicazione, della concentrazione, etc, una delle sue peggiori partite degli ultimi anni (del resto lo stesso Sarri in conferenza ha parlato di troppi errori): più volte, nel recente passato, al Napoli è capitato di confrontarsi con avversari con organici nettamente superiori ma mai lo ricordo così “passivo”, in più di un’occasione è capitato di subire sconfitte (anche con un passivo più pesante) ma mai lo ricordo così schiacciato nella propria metà campo, in balia dell’avversario ed incapace di tenere la palla per più di 30 secondi consecutivi. Certo, va detto che il Napoli aveva di fronte la squadra campione d’Europa e del mondo in carica, ma credo in tanti si aspettavano una prestazione diversa, altrimenti non si spiegherebbero tutti quelli che, sui vari social-network o nelle varie trasmissioni televisive, si dichiaravano “fiduciosi”, parlavano di un Napoli che se la sarebbe giocata “a testa alta”, che poteva portare a casa un risultato positivo, che avrebbe stravolto ogni pronostico o che, anche in caso di sconfitta, avrebbe venduto cara la pelle.

Ciò detto, aldilà dei tempi e dei toni, vado controcorrente e, pur essendo un grande ammiratore di Sarri da tempi non sospetti (chi mi conosce personalmente sa benissimo che per il dopo-Benitez avevo caldamente auspicato il suo arrivo a Napoli perché letteralmente affascinato del gioco propositivo ed “europeo” del suo Empoli….), condivido lettera per lettera lo sfogo del Presidente, soprattutto quando lamenta uno scarso utilizzo dell’intera rosa e la poca voglia di “sperimentare” formazioni diverse. Ovviamente, come sottolineato dallo stesso De Laurentiis, la “sperimentazione” non andava fatta col Real o solo alla vigilia della Champions, ma prima, anche perché, con tutta la stima, la riconoscenza e la gratitudine che posso provare per Sarri, mi risulta davvero difficile immaginare che un Rog o un Giaccherini, titolare in Croazia-Spagna all’ultimo Europeo e nei preliminari di Champions disputati con la Dinamo Zagabria il primo e in tutte (o quasi) le partite della Nazionale di Conte il secondo, possono trovare spazio, da titolari, solo contro lo Spezia in Coppa Italia (o, per quanto riguarda Giaccherini, in caso di squalifica di Callejon). Ovviamente nessuno, tantomeno De Laurentiis, chiedeva a Sarri di fare turn-over contro il Real, ma contro un Palermo, contro un Pescara, contro un Crotone, contro un Sassuolo, etc, ossia contro quelle squadre sulla carta più “abbordabili”, perché non far giocare, a turno, le cosiddette seconde linee e concedere un po’ di riposo ai vari Callejon, Hysaj, Hamsik, etc (che in alcune partite sono apparsi visibilmente stanchi e appannati…) e far risparmiare loro energie fisiche e mentali in vista del “tour de force” appena iniziato? Del resto, basta dare uno sguardo al sito della Lega Calcio ( http://www.legaseriea.it/it/serie-a-tim/squadre/napoli/statistiche-giocatori ) per vedere come il Napoli ha solo 12 uomini (su 25) con un minutaggio superiore ai 1000 minuti sui 2276 complessivi finora disputati in campionato (ovvero gli 11 titolari più Zielinski), a dimostrazione che l’ottimo Sarri è poco propenso ai cambiamenti, preferendo puntare su un gruppo ristretto di 14/15 calciatori e concedendo agli altri solo poche apparizioni, il più delle volte a risultato già acquisito o in caso di infortunio o squalifica del titolare.

E questo, nonostante il famoso (e colorito) “avvertimento” di De Laurentiis al termine dello scorso campionato (”Adesso sono cazzi tuoi che ne dovrai far giocare 18/19…”), stagione in cui, numeri alla mano, il Napoli aveva impiegato quasi sempre gli stessi e la differenza di minutaggio tra “titolari” e “riserve” era elevatissima; ad onor del vero va detto che lo scorso anno Sarri non aveva una rosa di qualità come quella di quest’anno e le alternative dell’anno passato non erano dello stesso valore di quelle attuali, tuttavia mi chiedo: una volta ogni tanto, contro avversari sulla carta “abbordabili”, Chalobah (Nazionale Under 21 inglese e onesta riserva nel Chelsea di Conte quest’anno) non poteva essere impiegato al posto di Allan, in modo da far così rifiatare un po’ il brasiliano e non farlo arrivare alla fine della stagione boccheggiando? E, per esempio, in una partita come quella contro il Bologna (terminata 6-0…) invece di sostituire Gabbiadini, non si poteva far giocare una mezzora Grassi e far riposare così Hamsik? L’unico che lo scorso anno non aveva un vero ricambio era Callejon, ma in tal caso, sempre contro avversari palesemente più deboli, si poteva anche studiare qualche variante tattica (la famosa “sperimentazione”…) per consentire allo spagnolo di riposare un po’. Volendo, ad esempio, ogni tanto, si sarebbe anche potuto rispolverare un po’ il vecchio “rombo” di centrocampo (tanto caro a Sarri….) con El Kaddouri vertice alto, Valdifiori vertice basso (che, con la copertura centrale di El Kaddouri si sarebbe ritrovato a giocare nelle stesse condizioni di Empoli, quando aveva Saponara davanti) e Gabbiadini al fianco di Higuain; così facendo potevano riposare Callejon, Jorginho e uno tra Mertens e Insigne, si dava un po’ di spazio anche a Valdifiori ed El Kaddouri (che avrebbe giocato nel suo ruolo naturale di trequartista dietro le due punte) e si sarebbero valorizzate al meglio le caratteristiche di Gabbiadini, facendolo giocare nella posizione di seconda punta al fianco di un attaccante di peso!
Invece no: Sarri, che pure reputo un tecnico molto bravo, esperto e preparato, una volta trovata la cosiddetta quadra, preferisce non cambiare quasi mai e anche quest’anno, nonostante può contare su ricambi pagati oltre 100 milioni di euro (Maksimovic 30, Tonelli 10, Rog 15, Diawara 15, Zielinski 15, Gabbiadini/Pavoletti 18), seppur con percentuali diverse dallo scorso anno, sta continuando a gestire la rosa in maniera poco “omogenea”, e questo non lo dico io (o De Laurentiis), ma lo confermano i già citati dati diffusi dalla Lega Calcio, da cui, ripeto, emerge che, finora, solo 12 calciatori del Napoli sono stati impiegati per più di mille minuti sugli oltre 2200 disputati (il che, numeri alla mano, vuol dire che tutti gli altri hanno disputato meno del 36% dei minuti sin qui giocati!).

Ecco perché, a differenza di altri, non reputo infondate e fuori luogo le critiche mosse da De Laurentiis al termine di Real-Napoli e, viceversa, trovo esagerate le critiche che la stragrande maggioranza dell’ambiente (partenopeo e non) sta invece muovendo allo stesso, così come non condivido affatto quest’aria di disfattismo generale secondo cui De Laurentiis, con le sue dichiarazioni, ha di fatto “sfiduciato” il suo allenatore, distruggendo così, in maniera irreversibile, il giocattolo-Napoli incapace, secondo molti, di confermarsi a questi livelli, in caso di un eventuale divorzio a fine anno col tecnico toscano.

Purtroppo in molti a Napoli sembrano essere affetti dalla “sindrome dell’innamoramento facile” e si affezioniamo troppo (e subito!) ad alcuni personaggi, fino al punto di convincersi di non poterne fare più a meno e che in caso di una loro eventuale partenza si debba sempre ricominciare tutto daccapo. Da qui le varie “crociate”, susseguitesi negli anni, al grido di “Lavezzi non si tocca!”, “Mazzarri non si tocca!”, “Cavani non si tocca!”, “Higuain non si tocca!”, “Sarri non si tocca!”, etc, quando poi la storia recente del Napoli insegna l’esatto contrario, ossia che ogni qualvolta un idolo della tifoseria è andato via, è sempre stato degnamente sostituito e la squadra non ne ha mai minimamente risentito la mancanza: nell’estate 2012 Lavezzi lasciò il Napoli per il Paris Saint Germain e l’anno dopo il Napoli centrò la qualificazione diretta ai gironi di Champions, arrivando secondo con 78 punti (record storico); nel 2013 andarono via contemporaneamente Mazzarri e Cavani, e mentre buona parte dell’ambiente napoletano cadeva in depressione all’idea di un Napoli che preferiva la strada della “rivoluzione” a quella della “continuità”, in riva al golfo arrivavano Benitez, Higuain, Callejon, Mertens, Albiol e Reina (più Jorginho e Ghoulam a gennaio) e il Napoli, nonostante il cambio di modulo, nonostante lo “smantellamento” della squadra dei 78 punti, non solo totalizzò i medesimi punti in campionato (eguagliando il record dell’anno precedente) ma centrò anche il record di reti realizzati in stagione e di vittorie esterne, il tutto in una stagione che, a differenza di quella precedente, vide gli azzurri (sfortunati) protagonisti in Champions (dove non si qualificarono agli ottavi nonostante i 12 punti realizzati in un girone “di ferro” che comprendeva inglesi, tedeschi e francesi che, con tutto il rispetto per turchi, ucraini, danesi, svizzeri e bielorussi, sono avversari sempre difficili da affrontare…) e vincere la quinta Coppa Italia delle sua storia; due anni dopo fu la volta di Benitez a lasciare Napoli e mentre la stragrande maggioranza dell’ambiente Napoletano si divideva tra chi voleva Montella e chi preferiva Mihajilovic (e la rimanente parte “tifava” in ordine sparso per i vari Spalletti, Prandelli, Guidolin, etc…) De Laurentiis, sfidando tutto e tutti, affidò la panchina del Napoli all’emergente Maurizio Sarri, che fino ad allora aveva all’attivo un solo campionato in serie A ad Empoli, e nonostante in tanti (compresi quelli che oggi difendono Sarri e attaccano De Laurentiis) si lamentavano per l’ennesima rifondazione, parlavano di ridimensionamento tecnico e si dannavano l’anima all’idea di dover ricominciare di nuovo daccapo, il Napoli polverizzava tutti o quasi i precedenti record, totalizzando 82 punti in campionato e 18 (su 18!) nel girone di Europa League e, se non avesse perso lo scontro diretto a Torino, probabilmente avrebbe addirittura vinto lo scudetto!

Pertanto mi chiedo: possibile che questo tifoseria (e tutto l’ambiente) non matura mai e non faccia mai tesoro delle esperienze vissute? Perché tutti a dire/temere che nel caso in cui a fine anno le strade del Napoli e quella di Sarri dovessero separarsi, per il Napoli sarebbe una catastrofe? Non lo è stato nel recente passato, non vedo perché dovrebbe esserlo in futuro. Qualora il Napoli a giugno dovesse cambiare guida tecnica, molto probabilmente non giocherà così bene, a memoria, come fa con Sarri, ma chissà che non possa diventare più cinico e concreto, chissà che utilizzando e facendo ruotare con regolarità 20 uomini (e non più solo 14/15) non possa a fine campionato trovarsi con qualche punto in più anche perché, mi duole dirlo, PURTROPPO in Italia quasi mai vince chi gioca meglio: il Napoli di Sarri, ad esempio, gioca molto meglio della Juventus di Allegri eppure la Juve è sempre in testa; il Napoli del primo anno di Benitez, nonostante quello che possono pensare/dire i tantissimi detrattori dello spagnolo, giocava meglio della Juve di Conte, eppure quest’ultima ha stravinto il campionato con 24 punti in più Napoli; la prima Roma di Spalletti era molto più bella dell’Inter di Mourinho e lo stesso dicasi per la Lazio e la Roma di Zeman che giocavano meglio della Juve di Lippi che invece vinceva i campionati. Forse l’unica eccezione a questa regola non scritta è stato il Milan di Sacchi, che, comunque, in Italia ha vinto un solo campionato, complice anche l’improvviso e per certi versi inspiegabile crollo del Napoli di Maradona….

Ecco perché non comprendo questa sorta di psicodramma collettivo, questo continuo piangersi addosso, quest’aria di pessimismo cosmico che aleggia a Napoli e sul Napoli ogni qualvolta si prospetta all’orizzonte l’ipotesi di un divorzio illustre: “morto un Papa, se ne fa un altro!” Di sicuro potrà dispiacerci, di sicuro saremo sempre riconoscenti (anche se, in tutta onestà, non capisco perché la riconoscenza a Napoli spetta solo ad alcuni e non ad altri…) e non dimenticheremo mai quanto di ottimo fatto, ma si va avanti; non è che se, per caso, a fine stagione Sarri dovesse andar via finisce il calcio a Napoli o il Napoli non sarà più competitivo come lo è da 7 anni a questa parte!

E lo stesso dicasi per i calciatori: come ricordato prima, quando è andato via Cavani a Napoli sono arrivati Higuain, Albiol, Callejon e Mertens, quando è andato via Higuain sono arrivati Milik, Zielinski, Diawara, Maksimovic, Rog, Tonelli e Giaccherini. Quindi se anche in estate dovesse andar via qualcuno tra i vari Zielinski, Koulibaly, Milik e Ghoulam, di sicuro i soldi incassati dalle eventuali cessioni saranno reinvestiti in altri calciatori che li sostituiranno; poi un giorno andranno via anche questi e ne arriveranno altri ancora. Ormai, tranne pochi sporadici casi (vedi Zanetti, Totti, Hamsik, etc) il calcio delle bandiere non esiste più ed è bene che i tifosi (e non solo) se ne facciano una ragione…

 

P.S.: tra le tantissime critiche rivolte a De Laurentiis, ho anche letto che, secondo alcuni, farebbe meglio a tacere perché, a dire di molti, non capisce un tubo di calcio. Ora, a parte il fatto che lo stesso lo si potrebbe dire anche a coloro che lo accusano di essere un incompetente, dal momento che nessuno tra quelli che gli muovono critiche e lo invitano a tacere è mai stato presidente/allenatore/calciatore di una squadra di calcio di serie A o che partecipa, ininterrottamente da sette anni, alle competizioni europee per cui non capisco da dove nasce questa convinzione che De Laurentiis non capisce di calcio e chi lo critica sì, ma anche volendo prendere per buona questa tesi mi chiedo: ma Sarri, chi lo ha scelto? Chi lo ha voluto al Napoli? E lo stesso dicasi per Cavani, Higuain (seppure i meriti del suo arrivo a Napoli vanno divisi al 50% con Benitez), Milik. Per non parlare di Giuntoli (a detta di Criscitiello il miglior direttore sportivo d’Italia) andato a pescare in B a Carpi. Davvero niente male per uno che non capisce nulla di calcio…


Giuseppe Santoro

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...