Il “papponismo” non esiste: lo dicono gli investimenti fatti sul mercato e i risultati raggiunti dal Napoli in questi anni.

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Con la chiusura della sessione invernale del calciomercato è tempo di fare “due conti” e dimostrare, ancora una volta, come le accuse di “papponismo”, rivolte da una parte sempre più numerosa dell’ambiente partenopeo all’attuale dirigenza del Napoli, siano in realtà campate in aria e basate, esclusivamente, sull’ignoranza di determinati dati o, semplicemente, fatte per “partito preso”:

2016/17: acquisti 97,09* mln, cessioni 116,71
2015/16: acquisti 42,70 mln, cessioni 17,31
2014/15: acquisti 34,05 mln, cessioni 20,45
2013/14: acquisti 106,45 mln, cessioni 74,20
2012/13: acquisti 31,05 mln, cessioni 33,80
2011/12: acquisti 72,70 mln, cessioni 23,94
2010/11: acquisiti 19,80 mln, cessioni 12,80
2009/10: acquisiti 54,95 mln, cessioni 4,75
2008/09: acquisti 26,55 mln, cessioni 10,65
2007/08: acquisti 43,80 mln, cessioni 0,615

*a questa cifra si devono aggiungere altri 33 milioni, ossia i 20 milioni per il riscatto di Maksimovic e i 13 per quello di Rog.

(fonte: http://www.transfermarkt.it/ssc-neapel/alletransfers/verein/6195 ).

Ovviamente tali importi riguardano esclusivamente la compravendita dei calciatori e non l’intero bilancio, dal momento che nelle entrate, oltre ai soldi incassati dalle varie cessioni effettuate in questi anni, ci sono da conteggiare anche quelli incassati per i diritti televisivi, i proventi Uefa (i cosiddetti “soldi della Champions”), quelli versati dai vari sponsor, quelli relativi al merchandising, gli incassi derivanti dal botteghino (biglietti e abbonamenti), quelli (pochi in verità….) derivanti dai “famigerati” diritti d’immagine, etc, mentre nelle uscite, ai soldi spesi per acquistare i calciatori vanno aggiunti quelli del monte ingaggi (aumentato in maniera esponenziale nel corso degli anni), quelli relativi ai costi di gestione e al personale. La differenza tra tutte le entrate (il cosiddetto fatturato) e tutte le uscite generano il bilancio che, tranne nei primi quattro di gestione De Laurentiis (i due anni in C, l’anno in B e il primo in A) e negli ultimi due, sono sempre stati chiusi in attivo, cosa questa che consente al Napoli, come emerge dalle cifre sopra riportate, di poter reinvestire i soldi incassati dalle varie cessioni in nuovi acquisti e non per ripianare eventuali debiti dovuti a bilanci in rosso (come fa, ad esempio, la Roma che ogni anno sul mercato spende in acquisti meno di quanto incassa dalle cessioni, proprio perchè deve rientrare dei debiti accumulati in passato).

14.ima squadra d’Europa (2.a in Italia) per valore assoluto della rosa (fonte: http://www.transfermarkt.it/spieler-statistik/wertvollstemannschaften/marktwertetop ) e 16.imo posto nel Ranking Uefa per club (fonte: http://it.uefa.com/memberassociations/uefarankings/club/index.html ), dati questi due che assumono un significato ancora più rilevante se si tiene conto del non trascurabile fatto che il Napoli non figura nella graduatoria delle 30 squadre europee con i fatturati più alti (fonte: http://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/2016/09/04-15042534/ecco_la_top_30_dei_club_europei_per_fatturato/#31 ).

74 milioni di monte ingaggi nella stagione 2015/16 a fronte di un fatturato complessivo di “soli” 120/130 milioni; monte ingaggi 2016/17 aumentato a circa 85/90 milioni.

Stipendi sempre pagati un giorno prima e mai con un giorno di ritardo, mentre in molte altre realtà i calciatori avanzano parecchie mensilità arretrate.

Eppure, secondo moltissimi tifosi, il Napoli ha un presidente spilorcio, “pappone”, che gestisce il Napoli come l’Udinese (argomento questo già ampiamente discusso -e confutato- qui: http://www.ilnapolista.it/2016/11/de-laurentiis-napoli-modello-udinese/ ), che lucra sulla passione dei tifosi, ciarlatano, che distoglie i soldi dalle casse del Napoli per finanziare la FilmAuro o altri progetti extracalcistici -nonostante sia Marco Bellinazzo de Il Sole 24 Ore ( http://marcobellinazzo.blog.ilsole24ore.com/2014/01/21/ssc-napoli-e-gruppo-filmauro-il-calcio-vale-l82-del-fatturato-gli-utili-restano-al-club/?refresh_ce=1 ) sia altri sui relativi blog ( https://napolioutsider.wordpress.com/2015/01/21/le-risposte-ai-papponisti/ ) hanno sempre dimostrato, in modo chiaro ed inequivocabile, l’infondatezza di tali “accuse”- e chi più ne ha più ne metta: e meno male che il Napoli non ha come proprietario un Pozzo o uno Zamparini, ossia uno che ogni anno spende sul mercato 10 e incassa 100!

Per non parlare dell’ormai annosa discussione sulla “questione-strutture” (stadio e centro sportivo) per cui, secondo molti, la società è “colpevole” di non voler investire in questo campo, quando poi è già stato ampiamente spiegato che, allo stato attuale, il Napoli o investe i soldi che incassa per allestire la rosa (cosa che, finora, ha sempre fatto, come dimostrano ampiamente i dati riportati in apertura) o li investe nelle famose strutture, dal momento che, come si dice in gergo, non è possibile “volere la botte piena e la moglie ubriaca”! ( http://www.ilnapolista.it/2016/11/napoli-strutture-proprieta-settimo-posto/ ).

Evidentemente molti tifosi meritavano davvero uno come Gaucci e non uno come De Laurentiis, che in 9 anni (e mezzo) di serie A li ha portati (finora…) per sei volte consecutive tra le prime cinque e, di queste, quattro volte sul podio (mentre fino al 2010 il Napoli, in tutta la sua storia, sul podio vi era arrivato appena 13 volte, di cui 5 col più grande calciatore di tutti i tempi!), per tre volte alla fase a gironi della Champions League, durante le quali il Napoli ha conquistato la bellezza di 34 punti nelle 18 gare disputate (11 nel 2011/12, 12 nel 2013/14 e 11 nel 2016/17), centrando in due occasioni su tre la qualificazione agli ottavi, al raggiungimento di una semifinale di Europa League (nel 2015), manifestazione questa in cui il Napoli, nelle sue ultime due partecipazioni alla fase a gironi, ha conquistato ben 31 punti (13 nel 2014/15 e 18 nel 2015/16) in 12 gare, risultati questi che hanno consentito al Napoli di approdare, come già visto, al 16.imo posto del Ranking Uefa, senza contare le due Coppe Italia vinte e la Supercoppa conquistata a Doha (e un’altra “scippata” a Pechino)…..

Purtroppo spiace dirlo, ma una parte sempre più consistente dei tifosi del Napoli, quelli che hanno sempre da ridire, a prescindere, quelli che non condividono mai le scelte fatte, che sognano 25 top-player, quelli che vorrebbero che la società si indebitasse per assecondare le loro manie di grandezza/protagonismo, che contestano sempre tutto e tutti, quelli sempre arrabbiati, perennemente insoddisfatti, che a parole si dichiarano anti-juventini doc, ma poi guardano sempre alla Juve come punto di riferimento e pretendono sempre di più perchè “Nuje simme ‘o Napule, vulimme vencere!”, sinceramente ricordano tanto quei “pezzenti risagliuti” che per anni hanno mangiato pane asciutto perchè non avevano nemmeno la possibilità di comprarsi la mortadella al discount e oggi che, finalmente, si possono permettere di mangiare spaghetti con le vongole tutti i giorni, si lamentano perchè vorrebbero ostriche e caviale!

Oppure, per azzardare un altro tipo di paragone, ricordano quei lavoratori-dipendenti che per una vita intera hanno lavorato a nero, per 50/54 ore la settimana, percependo 7/800 euro al mese e che, una volta avuta la fortuna di essere assunti con un regolare contratto e percepiscono un regolare stipendio di 1300 euro netti al mese lavorando 40 ore la settimana, con tredicesima, quattordicesima, ferie pagate, straordinari e quanto altro, si lamentano perchè vorrebbero 2000 euro al mese e la segretaria personale (come il loro dirigente, incuranti del fatto che lo stesso, magari, ha due lauree in tasca, un master e lavora in quella azienda da oltre 15 anni!).

Alla luce di tutto ciò, una domanda nasce spontanea: siamo proprio sicuri, come qualcuno sostiene, che questa società non merita questa piazza o forse è questa piazza (o parte consistente di essa) a non meritare questa dirigenza?

Giuseppe Santoro

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