“Chi va pe chistu mare… chisti pisce piglia!”

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mauriziosarri

No, non mi riferisco a Maurizio Sarri, che per me era, è e resta il miglior allenatore italiano (al pari di Ancelotti e, duole ammetterlo, di Conte…), e non sarà questa sconfitta a far cambiare il mio giudizio su di lui, anzi, se anche, per assurdo, il Napoli dovesse malauguratamente perderle tutte, resterò di questa opinione (del resto per lui parlano il gioco –bellissimo- fin qui espresso dalla squadra e i risultati –eccezionali- fin qui ottenuti); ce l’ho, piuttosto con tutto quel “ciarpame” di tifosotti e tifosette, addetti ai lavori, ex calciatori, ex allenatori e ex direttori sportivi tuttora disoccupati, comici, attori, cronisti, “giornalettisti” e opinionisti vari che, pur di andare (talvolta anche per evidenti “diktat editoriali”) contro il Presidente De Laurentiis, che da mesi invoca una maggiore turnazione della rosa, fino al punto di esternarne le sue considerazioni “urbi et orbi” nella non felice serata di Madrid, hanno sempre “giustificato” l’allenatore e continuato a dire che stava facendo benissimo a far giocare (quasi) sempre gli stessi (anche in presenza di più gare ravvicinate dovute alle partite di coppa). Non c’è bisogno di essere un preparatore atletico per sapere che è impensabile giocare ogni 3-4 giorni sempre con gli stessi uomini, a maggior ragione se ogni partita la si gioca a livelli di intensità così elevati come fa il Napoli di Sarri; eppure, la stragrande maggioranza dell’ambiente partenopeo, ossia coloro che hanno elevato “il maestro di Figline” quasi allo stesso rango di Maradona e San Gennaro, per cui “qualsiasi cosa faccia va sempre tutto bene” (che poi, in buona parte, sono gli stessi che, due estati fa, contestarono De Laurentiis per aver ingaggiato l’ex tecnico dell’Empoli…) si sono guardati bene dal sottolinearlo, anzi, quasi lo esortavano a continuare (a sbagliare), preferendo puntare il dito contro De Laurentiis e contro quei pochi che, invece, invocavano e auspicavano un maggior coinvolgimento dell’intero organico, bollandoli, dispregiativamente come “vedove di Benitez” (che invece del turn-over aveva fatto una sorta di dogma imprescindibile)!

Chissà cosa starà passando adesso per la testa ad Aurelio De Laurentiis e, soprattutto, se qualcuno dei tantissimi che in questi giorni hanno caricato i fucili contro di lui starà facendo “mea culpa” e magari riconoscendo che forse il Presidente non aveva poi tutti i torti…
Tornando a De Laurentiis spero vivamente che non gli parta l’embolo e, soprattutto, che non agisca di impulso, fino a poter arrivare a prendere decisioni affrettate e immotivate: il mondo intero sta ancora gridando allo scandalo per l’esonero di Ranieri (con il Leicester a ridosso della zona retrocessione) per cui sarebbe ancora più ridicolo (e, francamente, da irriconoscenti…) solo pensare di esonerare un allenatore che, dopo l’eccellente campionato dello scorso anno, è ancora terzo in classifica, agli ottavi di Champions League e alle semifinali di Coppa Italia. Certo, qualcuno potrebbe anche dire che c’è un terzo posto da salvaguardare e che, talvolta, il fine giustifica il mezzo, ma la faccia, lo stile e la riconoscenza valgono, a mio avviso, di più: del resto, ricordiamolo, il Napoli non è mica “obbligato” ad andare in Champions tutti gli anni, il Napoli, piaccia o no, non fa parte delle famose “top-10”, come lo sono, ad esempio, il Real Madrid, il Bayern Monaco, il Barcellona o la stessa Juventus, società per le quali, in virtù di fatturati, blasone, bacino d’utenza, ranking, monte-ingaggi, etc, si parlerebbe di fallimento sportivo se, per ipotesi, un anno non dovessero centrare la qualificazione alla massima competizione continentale; il Napoli fa parte della cosiddetta “seconda fascia”, ossia la stessa che comprende, tra le altre, anche squadre di rango come Liverpool e Borussia Dortmund e, in tutta sincerità, non mi pare che due anni fa Klopp fu esonerato dai giallo-neri quando la squadra toppò clamorosamente la qualificazione alla Champions e lo stesso dicasi con il Liverpool (al momento la squadra di Klopp, dopo essere stata a lungo seconda, è quinta e, pertanto, virtualmente fuori dalla Champions, eppure nessuno si sogna l’esonero dell’allenatore per cercare di arrivare perlomeno ai preliminari).

Pertanto, non resta che “fare quadrato” attorno a squadra, allenatore e società (il famoso “spalla a spalla” predicato a suo tempo da Benitez) e andare avanti, magari sperando che il tecnico comprenda, finalmente, che ha una rosa di 24 elementi validi e che deve fare affidamento su tutti ma, soprattutto, che l’intero ambiente capisca che non si fa il bene del Napoli e dello stesso Sarri, giustificando sempre, per “fideismo” o “partito preso”, ogni sua scelta: chi davvero stima il tecnico toscano deve fargli capire che nella gestione dell’organico sta sbagliando! Chi invece continua a negare l’evidenza, dicendo che sta facendo bene così, non lo aiuta affatto e non aiuta il Napoli.

Poi a giugno se ne (ri)parla…

Giuseppe Santoro

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