Dalle decisioni arbitrali di Juve-Napoli alla Primavera azzurra: considerazioni, spunti, riflessioni, proposte…

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Durante la semifinale di andata di Coppa Italia Juventus-Napoli ci sono stati ben 4 episodi dubbi in area di rigore che potevano o meno essere puniti con il penalty: la leggera spinta di Strinic ai danni di Dybala (non sanzionata), il contatto tra Koulibaly e Dybala (sanzionato), il contatto tra Pjanic e Albiol (non sanzionato) e il contatto tra Reina e Cuadrado (sanzionato).

Senza voler entrare troppo nel merito dei singoli casi (a mio modestissimo parere sono tutti e quattro episodi “al limite” in quanto, in tutti i casi, il contatto c’è stato ma è molto difficile stabilire con precisione se ha cagionato o meno un reale danno all’avversario oppure, nel caso Reina-Cuadrado, dal momento che il contatto tra i due avviene dopo l’intervento del portiere sulla palla, valutare se la stessa era ancora nella “disponibilità” di Cuadrado oppure se, come riferito anche dall’ex arbitro Bergonzi, il fatto che la palla resti lì non significa nulla…), ciò che salta subito agli occhi è che in tre casi (su quattro) l’arbitro ha fischiato a favore della Juve (e, quindi, a danno del Napoli) e in solo uno dei quattro la decisione dell’arbitro avrebbe “danneggiato” la squadra di casa e “favorito” il Napoli. Come volevasi dimostrare, la sempre più diffusa diceria secondo cui la classe arbitrale adotterebbe il famigerato principio “in dubio pro juve”, ancora una volta è stata, ahinoi, confermata!

Che si tratti di sudditanza, incapacità, o favoritismo non ci è dato sapere: fatto sta che ogni qualvolta si gioca contro la Juve, le polemiche non mancano mai.

E, sicuramente, destinata a suscitare non poche polemiche sarà l’indiscrezione (non confermata) secondo cui il Presidente del Napoli sarebbe tentato/intenzionato, come forma di protesta, a far disputare la gara di ritorno al San Paolo alla formazione Primavera! Personalmente questa “provocazione” non mi trova molto d’accordo, ma non perché non condivida la protesta, bensì in quanto ritengo che la stessa o vada fatta fino in fondo o non ha motivo di esistere. Mi spiego: a mio avviso la Primavera non andrebbe schierata in casa al ritorno (sarebbe, tra l’altro, una mancanza di rispetto verso il proprio pubblico e verso una competizione –la Coppa Italia- che va comunque onorata fino in fondo e portata a termine così come la si è iniziata) ma andrebbe schierata, a partire dalla prossima stagione, ogni qualvolta si gioca allo Juventus Stadium (dove tra l’altro, a torto o a ragione, i tifosi partenopei non vengono quasi mai ammessi e la città di Napoli e l’intero popolo Napoletano vengono continuamente infamati e offesi dai soliti e beceri cori discriminatori)!

Questa sì che sarebbe una forma di protesta “ad hoc” e che, tra l’altro, potrebbe anche essere imitata e seguita da tutte quelle società che, a torto o a ragione, ritengono di essere sfavorite/danneggiate quando affrontano i bianconeri! E, a ben pensarci, anche ai fini della classifica questa singolare protesta risulterebbe essere “ininfluente”, dal momento che, vuoi per bravura, vuoi per episodi, vuoi per errori/aiuti arbitrali, questa squadra sono due anni circa che in casa vince sempre: tanto vale, allora, mandare direttamente i giovani, offrire loro una vetrina d’occasione e far “risparmiare” la prima squadra in vista degli altri incontri di campionato. Inoltre, se tutti o quasi facessero così, allo Juventus Stadium ci andrebbero sempre meno spettatori, soprattutto dal Sud in quanto sarebbe veramente da folli affrontare, ad esempio, un viaggio da Palermo o da Reggio Calabria a Torino per andare a vedere la propria squadra giocare contro la Primavera del Napoli, della Lazio, della Fiorentina o del Milan… Si pensi, tra l’altro, al danno d’immagine (non da poco) che si cagionerebbe così all’arrogantissima società torinese, oltre al fatto che alcuni calciatori di livello internazionale potrebbero anche non aver più “stimoli” ad indossare la maglia bianconera in siffatte condizioni; per non parlare dell’enorme soddisfazione se per caso, per la legge dei grandi numeri (e in virtù del famoso adagio “la palla è rotonda”…), qualche volta la blasonatissima compagine bianconera dovesse impattare in casa contro una squadra di ragazzini…..

.…a proposito di ragazzini e della formazione Primavera: sono giorni che si leggono, sui vari siti e giornali sportivi, ottime cose circa il giovanissimo talento brasiliano Leandrinho (prelevato a gennaio scorso dal Ponte Preta dal bravissimo Giuntoli e già protagonista nelle nazionali giovanili brasiliane). A tal riguardo è d’obbligo una riflessione: premesso che le prestazioni con la Primavera lasciano il tempo che trovano e la storia del calcio è piena di presunti fenomeni delle giovanili che poi si smarriscono per strada e restano solo delle promesse mancate, tuttavia, considerato che Leandrinho ha da poco compiuto 18 anni e che, alla stessa età, lo scorso anno Diawara già giocava titolare in prima squadra a Bologna o che il gioiellino del Monaco Kylian Mbappè (di due mesi più piccolo di Leandrinho…) ha già esordito un anno fa sia in prima squadra che nelle Coppe Europee (e la lista di giovanissimi che, a 18 anni, già sono/sono stati protagonisti anche in squadre molto blasonate è lunghissima, da Donnarumma a Locatelli, da Rashford a Tielemans, passando per Embolo, Dembelè, Pol Lirola, Dioussè, etc), perché relegare quello che, a detta di molti, è un potenziale “fenomeno” in Primavera e non aggregarlo, come fanno altrove, direttamente in Prima squadra? Possibile mai che a Napoli i talenti (o presunti tali) debbano essere sempre “parcheggiati” prima nelle giovanili o mandati in prestito in Serie B o, peggio ancora, in Lega Pro a rischio di perderli e bruciarli (anche perché, si badi bene, contrariamente a quanto possano pensare alcuni, i talenti si bruciano più facilmente se non giocano o se si mandano a giocare nelle categorie inferiori, piuttosto che facendoli giocare al fianco di campioni e calciatori affermati dai quali possono solo imparare).

Certo, qualcuno potrebbe, giustamente, far notare che nel Napoli già ci sono alcuni della prima squadra che giocano poco, figurarsi se ad essi si aggiungesse anche Leandrinho e/o qualche altro prodotto del vivaio…. A questo punto, però, è lecito porsi un ulteriore interrogativo: possibile mai che il Napoli non sia in grado di creare una “sinergia” con qualche società di A, cui girare in prestito i propri talenti per farli crescere e maturare, magari con contratti che prevedono anche premi-valorizzazione a favore della società stessa? Si pensi, ad esempio, alla collaborazione nata, già da anni, tra la Juventus e l’Atalanta o il Sassuolo, grazie alla quale, tra giovani cresciuti nel vivaio bianconero e dati in prestito (e valorizzati) da bergamaschi ed emiliani e, viceversa, prodotti delle giovanili di queste due società prelevati dai torinesi ma lasciati lì in prestito per qualche anno a giocare e maturare, la Juventus si è assicurata i migliori giovani calciatori italiani in circolazione!

Spesso si muovono tantissime critiche alla società del Napoli, talune davvero infondate e pretestuose, e nessuno (o quasi) ha mai posto l’accento su questa gravissima mancanza; un vero peccato, soprattutto se si considera che l’attuale Direttore Sportivo del Napoli è ritenuto, da tutti o quasi, uno dei migliori scopritori di talenti attualmente in circolazione: dalla serie avere il pane e non avere i denti!

Giuseppe Santoro

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