La Juve ha una “mentalità europea” e ha ridotto il gap con le altre. E il Napoli?

Standard

084938604-857c6638-aea9-4c38-b258-dc485f2ccc25

All’indomani della semifinale di andata di Champions’ League tra Juventus e Barcellona è d’obbligo fare un paio di considerazioni.

La prima di natura “tattica” e, guarda caso, sembra capitare “a fagiolo” dopo giorni di schermaglie a distanza tra i sostenitori del bel gioco (come quello praticato dal Napoli di Sarri) da una parte e quelli della concretezza dall’altra: a tal riguardo va detto che Allegri non esprimerà certamente un “calcio europeo”, anzi di sicuro è uno che preferisce badare più al risultato che alla prestazione e, se necessario, non disdegna di difendersi in 10 dietro la famosa “linea della palla”, tuttavia ha dimostrato di avere, “sine ullo dubio”, la famosa “mentalità europea”. Quanti allenatori italiani avrebbero affrontato il Barcellona di Messi, Neymar, Suarez, etc schierando contemporaneamente Higuain, Mandzukic, Dybala, Pjanic, Cuadrado, Dani Alves e Alex Sandro?  Forse, per le caratteristiche dei singoli, nemmeno il Napoli di Sarri è così, visto che Dani Alves è più “propositivo” rispetto a Hysaj, Pjanic è più “offensivo” di Jorginho, Dybala è più “attaccante” di Hamsik e Mandzukic è più “prima punta” rispetto a Insigne; eppure sono tutti votati al sacrificio, proprio come lo erano nell’Inter di Mourinho, che pure era piena zeppa di calciatori dalle spiccate capacità propositive (Milito, Eto’o, Pandev, Sneijder, Stankovic, Maicon…). E non sarà un caso se la Juve di Allegri, pur continuando a dominare in campionato, ha finora avuto nelle Coppe un rendimento migliore rispetto alla Juve di Conte.

Ma, oltre alla mentalità “europea” inculcata da Allegri, ciò che deve far riflettere, ancora di più, è il fatto che ormai la Juventus, in questi anni, ha quasi annullato la distanza che la separava dalla grandi d’Europa.  E se è vero, come spesso è stato detto/scritto, che il Napoli sta alla Juve (in Italia) come la Juve sta/stava alle “superpotenze” d’Europa, se il Napoli vuole davvero puntare a ridurre il gap coi bianconeri deve fare esattamente ciò che hanno fatto i torinesi per accorciare le distanze con Real, Bayern, Barcellona e le altre big europee, ossia pensare a ridurre prima il gap economico e, successivamente, quello tecnico, investendo in primis nelle strutture di proprietà (indispensabili per far lievitare sensibilmente il fatturato); non a caso in Europa tutte o quasi hanno impianti propri e nel calcio moderno è ormai quasi impossibile cercare di affermarsi prescindendo da uno stadio di proprietà.

A Napoli, invece, l’ambiente sembra preoccuparsi quasi esclusivamente della permanenza in azzurro dei vari Sarri, Mertens, Insigne, Ghoulam, Koulibaly, etc, e a chi eventualmente acquistare in estate per rinforzare la squadra, convinti che a questa rosa bastino un paio di rinforzi (senza privarsi di nessuno…) per colmare il gap con la prima della classe, non capendo, invece, che così facendo il famigerato gap non si ridurrà mai, in quanto la Juventus, forte del proprio fatturato, avrà sempre una maggiore capacità di investimento e, quindi, potrà effettuare colpi di mercato più importanti di quelli del Napoli, allungando così, ancora di più, le distanze; supponiamo, ad esempio, che in estate il Napoli, assecondando gli umori della piazza, non cede nessuno dei suoi uomini più rappresentativi e compra tre calciatori da 20 milioni l’uno (o quattro da 15 o due da 30) e la Juve, a sua volta, fa 3 colpi da 40 milioni ciascuno (o quattro da 30 oppure due da 60): in tal caso, il famoso gap si sarà ridotto??? O sarà ulteriormente aumentato??? Ecco perché tentare di fare la rincorsa alla Juve in questi termini non condurrà assolutamente a nulla, mentre al contrario il Napoli dovrebbe preoccuparsi prima di realizzare le famose strutture di proprietà (investendo in esse gran parte dei proventi) e poi di costruire una squadra competitiva…

Ma se a Napoli sono già in tanti a criticare una società che nell’ultimo anno ha investito oltre 210 milioni di euro tra cartellini (130 milioni tra mercato estivo e invernale) e monte-ingaggi (80 milioni), non oso immaginare cosa accadrebbe qualora la società dovesse decidere di cambiare strategia/progetto e di investire nelle strutture anziché nella rosa!

E la cosa ancora più grave e che fin quando a ragionare in determinati termini è il classico “popolino”, il tifoso “ignorante” o chi di “professione” fa lo scippatore o lo spacciatore, uno può anche capire e farsene una ragione, ma quando certi tipi di ragionamenti li si sente fare anche dal professionista, dall’uomo di cultura, dall’avvocato, dal commercialista, dal giornalista, dall’ex dirigente o da alcune bandiere storiche del Napoli (come Bruno Giordano e Luis Vinicio), allora veramente ti cadono le braccia e ti ritornano in mente, ancora una volta, le parole profetiche di Eraldo Monzeglio quando ammoniva che a Napoli non si combinerà mai niente di buono!

Giuseppe Santoro

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...