Lettera a Higuain (che in tre anni in azzurro non ha capito che per i Napoletani essere anti-juventini è una “religione”)

Standard

tifoso

“Caro” (si fa per dire…) Gonzalo,

ho riflettuto a lungo se scrivere o meno questo pezzo (che infatti vede la sua pubblicazione a distanza di giorni dalla duplice sfida ravvicinata tra Napoli e Juventus…) perché il solo pensiero di “rivolgerti la parola” (nonchè di doverti definire “caro”…) già mi urta tantissimo, ma alla fine ho deciso di scriverlo ugualmente poiché ritengo che ci sono alcune cosucce da chiarire.

Ho letto da più parti che all’indomani della gara di campionato (la prima delle due) avresti riferito ad alcuni tuoi conoscenti di esserci rimasto abbastanza male per l’accoglienza particolarmente ostile che ti hanno riservato a Napoli, in quanto convinto di aver dato tanto in tre anni per la maglia azzurra e, quindi, di non meritare affatto i fischi, gli insulti e le offese ricevute dai tifosi, tanto che nella seconda gara (quella di Coppa Italia) hai più volte puntato il dito contro il Presidente De Laurentiis in tribuna come a voler addossare a lui tutta la responsabilità di quanto accaduto la scorsa estate.
Ebbene, “caro” (sempre si fa per dire…) Gonzalo, nonostante tu abbia trascorso a Napoli tre anni (ricchi di soddisfazioni, sia per te che per i tifosi del Napoli…), con molta probabilità questi 36 mesi non sono stati sufficienti a farti capire a pieno cosa realmente provano i tifosi del Napoli nei confronti della tua squadra attuale; evidentemente durante la tua permanenza in Campania non ti sei reso abbastanza conto che per i tifosi del Napoli quella con la Juve è una rivalità sentitissima, senza uguali, forse addirittura superiore a quella, di per sé già molto accesa, tra romanisti e laziali (o milanisti e interisti).
Per i Napoletani, infatti, la sfida con la Juve è come una sorta di “derby” (a distanza), anzi, con molta probabilità, ad alimentare questo vero e proprio “odio” dei tifosi del Napoli verso la Vecchia Signora è proprio la mancanza di una seconda squadra cittadina; si dà il caso, infatti, che Napoli sia una delle pochissime metropoli europee ad annoverare una sola squadra di calcio e ciò ha fatto sì che quella bianconera sia, in termini numerici, la seconda tifoseria (dopo quella azzurra) di Napoli e provincia e dell’intera regione (anzi in talune zone della Campania, addirittura si possono contare più tifosi della Juve che del Napoli!). Ci fosse stata, per esempio, un’altra squadra di Napoli in Serie A, quasi sicuramente i tifosi partenopei si sarebbero suddivisi tra queste due compagini e, di conseguenza, tra essi sarebbe nata una grandissima rivalità, esattamente sulla falsariga di quella esistente tra i tifosi della Roma e della Lazio, del Milan e dell’Inter, del Genoa e della Sampdoria, del Torino e della Juve o, spostandoci all’estero, come quella che contrappone i tifosi dell’Atletico Madrid a quelli del Real, quelli del Celtic ai Rangers Glasgow, del Boca Juniors al River, quelli del Flamengo alla Fluminense, etc.

Tuttavia, considerato che la già citata assenza di un secondo sodalizio partenopeo non ha reso possibile tutto ciò, a Napoli (e in tutta la Campania) la sfida più sentita per i tifosi azzurri è proprio quella che li vede contrapposti alla Juventus, anzi, il fatto stesso che tantissimi loro conterranei abbiano deciso di tifare per una squadra verso la quale non vi è nessun tipo di legame territoriale, viene visto da moltissimi tifosi del Napoli addirittura come una sorta di “aggravante”, in quanto milanisti e interisti (così come romanisti e laziali, etc) pur detestandosi a vicenda, se non altro sostengono squadre (diverse) della stessa città, tanto essere definiti, in gergo, “cugini”; per i tifosi del Napoli, invece, venendo a mancare anche questo immaginario “grado di parentela”, la rivalità con la Juve è, paradossalmente, ancora più sentita (a maggior ragione in quelle realtà in cui la presenza di tifosi juventini è particolarmente nutrita e i tifosi azzurri vivono quasi da “stranieri in casa propria”)!
Non a caso il “vero tifoso” del Napoli si professa anti-Juve a prescindere, anzi se a Roma si dice che una sconfitta della Lazio equivale ad una vittoria della Roma (e viceversa) a volte per i tifosi del Napoli una sconfitta della Juve vale addirittura di più di una vittoria della propria squadra e, pertanto, il Napoletano doc tifa contro la Juve sempre e comunque, che si tratti di una gara di campionato, un incontro internazionale o un’amichevole estiva, qualunque sia la sua avversaria (persino quando gioca contro il Verona…) e, per quanto minime, ci sono più probabilità che un giorno possa disaffezionarsi alla squadra del cuore e smettere di seguirla (o, quanto meno, di seguirla con minore interesse/passione) piuttosto che rinunci alla propria avversione per i gobbi!

Ebbene, “caro” (sempre per modo di dire…) Gonzalo, possibile mai che tu in tre anni a Napoli tutto questo non l’abbia capito? Possibile mai che non ti sia reso conto che per un tifoso del Napoli avere un figlio che tifa per la Juve è la peggiore sventura che potesse capitargli? Possibile che non abbia capito che decidendo di andare proprio alla Juve hai dato a quei tifosi che ti avevano eletto a loro idolo e amato alla follia (forse solo Maradona e San Gennaro sono stati amati più di te…) un dolore persino maggiore di quello che si può provare nel trovare la propria donna a letto con un altro uomo? Se dopo tre anni al Napoli (nei quali la squadra azzurra ha ottenuto un terzo, un quinto e un secondo posto, ha vinto una Coppa Italia, una Supercoppa e raggiunto una doppia semifinale in Europa League e in Coppa Italia) volevi cambiare aria, volevi provare nuove esperienze professionali, volevi vestire una nuova maglia e approdare in un club con ambizioni e possibilità di successo più elevate, perché proprio la Juve? Ad oggi, in Europa, ci sono all’incirca una decina di squadre con storia, blasone, fatturato, palmares, organico, bacino d’utenza e obiettivi stagionali superiori al Napoli cui potevi andare: perché proprio alla Juve?

Certo, puoi sempre dire, a tua (parziale) discolpa, che la Juve era l’unica società disposta a pagare, per intero, l’importo della clausola rescissoria inserita dalla società (e da te liberamente sottoscritta, visto che nessuno ti ha obbligato a firmare con una pistola puntata alla tempia…), ma allora, invece di prendere in giro i tuoi ex tifosi dicendo loro di restare tranquilli, invece di far dichiarare a quel pagliaccio di tuo fratello Nicholas (nonché tuo agente) che, pur non condividendo più il progetto tecnico del Napoli, era vostra intenzione rispettare e onorare il contratto, perché non fargli dichiarare “urbi et orbi” che per te l’esperienza a Napoli era da ritenersi conclusa e che se la società non avesse accettato di trattare la tua cessione all’estero (magari rinunciando alla pretesa di incassare il pagamento dell’intera clausola o inserendo alcune eventuali contropartite tecniche) potevi finire alla Juve? In tal caso, stanne certo, avreste messo la società con le spalle al muro dal momento che, pur di non vederti con quell’odiosa maglia a strisce bianconere addosso, a Napoli avrebbero organizzati cortei, sit-in e petizioni on-line per convincere De Laurentiis a trattare la tua cessione ad un altro club (e a rinunciare anche a 30 e oltre milioni di euro…) e la stessa società, ben conoscendo l’odio che i tifosi provano per quella squadra, non avrebbe potuto fare altrimenti, dal momento che irrigidirsi a non voler rivedere al ribasso le pretese economiche e, quindi, a non voler trattare la tua cessione avrebbe di fatto significato consegnarti “chiavi in mano” alla Juve e quindi al nemico giurato dei tifosi.

Allora sì che potevi, a giusta ragione, puntare l’indice e gridare “E’ colpa tua!”, e allora sì che i tifosi del Napoli ti avrebbero dato, loro malgrado, ragione e avrebbero ritenuto la società “colpevole” del tuo passaggio alla Juve. Invece no: hai preferito navigare sott’acqua, agire nell’ombra, di nascosto, come un serpente, come il peggiore dei cospiratori, consapevole del fatto che stavi tradendo nel peggiore dei modi l’amore smisurato dei tuoi ormai ex tifosi, passando proprio dalla parte del nemico “numero uno” di coloro con cui fino a poche settimane prima ti trattenevi sotto la curva a cantare (ipocritamente) e festeggiare le tue imprese!

Alla luce di tutto ciò, potevi mai aspettarti un’accoglienza diversa? Davvero pensavi/speravi di ricevere applausi e striscioni? Ma lo hai capito che ti sei presentato al San Paolo indossando la maglia dell’odiatissima Juventus e non quella, ad esempio, del Liverpool, del Chelsea o di uno dei due Manchester? In virtù di quanto sopra, il tuo tradimento è stato vissuto dai Napoletani peggio di quello fatto, a suo tempo, dal tuo connazionale Tevez quando passò dal Manchester United al City, peggio di come avrebbero vissuto i tifosi romanisti un eventuale e improbabile passaggio di Falcao alla Lazio, peggio di come ha vissuto Don Pietro Savastano il tradimento di Ciro “l’immortale” Di Marzio (e, successivamente, del figlio Genny) o, per restare in casa Juve, peggio di come hanno vissuto l’ex moglie e l’ex migliore amico (nonché stretto e fidato collaboratore) del tuo attuale Presidente Andrea Agnelli quando quest’ultimo, dopo anni di matrimonio, mollò di colpo lei per mettersi con la moglie di lui (dalla serie: signori si nasce!).

Perciò “caro” (si fa per dire…) Gonzalo, quando dici di esserci rimasto male per il trattamento ricevuto allo stadio dai tifosi Napoletani, ci sei o ci fa? Perché, a ben pensarci, solo uno col cervello piccolo piccolo poteva davvero pensare di essere accolto diversamente….

 

Giuseppe Santoro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...