PUNTARE SULL’EUROPA LEAGUE PER CONSOLIDARSI E CONTINUARE A CRESCERE

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Napoli-EuropaLeague1

A due giornate dalla fine del girone d’andata del campionato 2018/19, il (“nuovo”) Napoli di Carlo Ancelotti è già “matematicamente” secondo, avendo finora totalizzato sia otto punti di ritardo dalla Juve capolista che otto punti di vantaggio sulla terza in classifica (l’Inter), pertanto si può già tranquillamente affermare che il Napoli ha chiuso la prima parte della stagione in corso esattamente come aveva concluso, a maggio, quella precedente, ovvero al secondo posto in campionato e ai sedicesimi di finale di Europa League, manifestazione quest’ultima nella quale, in ambedue le stagioni, il Napoli è approdato dopo essersi classificato terzo nel proprio girone di Champions League. Ergo, in attesa di disputare, agli inizi dell’anno venturo, la gara casalinga contro il Sassuolo, valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia (torneo in cui, lo scorso anno, il Napoli si fermò ai quarti venendo sconfitto in casa dall’Atalanta di Gasperini…), ci sono tutti i presupposti per dire che, tra Campionato e Coppe, al netto di un clamoroso quanto, al momento, improbabile tracollo in campionato e nonostante lo scetticismo iniziale (e le famigerate “griglie” pubblicate in estate dai maggiori quotidiani sportivi nazionali…) dovuto al non poco discusso cambio in panchina (da più parti paventato come una vera e propria “sciagura” e che, secondo molti tifosi e/o addetti ai lavori, poteva rappresentare l’inizio del declino sportivo…) il Napoli di Aurelio De Laurentiis, ancora una volta, si è confermato sugli stessi livelli (molto alti!) raggiunti negli ultimi anni.

E se da un lato il campionato del Napoli sembrerebbe avere ancora poco o nulla da dire, dal momento che la Juve appare essere, obiettivamente, di tutt’altro pianeta rispetto alle altre e che le stesse “inseguitrici” degli azzurri sembrano non riuscire a tenere lo stesso passo del Napoli (oltre ai già citati 8 punti di vantaggio sull’Inter il Napoli, in 17 gare, ha già accumulato 13 punti sulla Lazio, 14 sul Milan e 17 sulla Roma!), dall’altro la stagione degli uomini di Ancelotti può trovare proprio nell’Europa League un obiettivo “concreto” da perseguire, anche e soprattutto in considerazione del fatto che, realisticamente parlando, in Italia (così come in Champions League…) il Napoli ha pochissimi margini di miglioramento, dal momento che le distanze (in primis economiche e, di conseguenza, sportive) non solo appaiono incolmabili ma, addirittura, sembrano essere destinate ad aumentare sempre di più (vedi, ad esempio, il nuovo contratto di sponsorizzazione tecnica sottoscritto dalla Juventus con l’Adidas che, giocoforza, comporterà un divario sempre più ampio).
Per tali motivi, il Napoli, per consolidarsi e, quindi, migliorarsi, deve necessariamente puntare, con convinzione, sull’unico obiettivo alla sua portata, ossia quell’Europa League troppo spesso (e troppo ingiustamente…) snobbata; è pessima abitudine tutta italiana e napoletana, infatti, declassare la seconda competizione continentale quasi al rango di un torneo semi-amatoriale, come un qualcosa che conta poco o nulla (manco avessimo in bacheca lo stesso numero di trofei vinti dal Real Madrid…), addirittura nel recente passato è stata vista come una sorta di impiccio di cui sbarazzarsi al più presto, una manifestazione “minore” da sacrificare per il raggiungimento di un traguardo ben più prestigioso (leggasi scudetto); tuttavia, a parte il fatto che, come già visto, contro questa Juve, per svariati motivi, è quasi impossibile competere, non è comprensibile per quale assurda ragione una competizione nazionale dovrebbe essere considerata “più importante” di una internazionale, soprattutto in questi ultimi anni in cui i singoli campionati europei stanno diventando sempre più monotoni e scontati (e, quindi, di minore interesse mediatico). E’ convinzione assai diffusa, infatti, ritenere che l’eventuale vittoria di un campionato italiano (dove, si badi bene, sulle 20 squadre partecipanti solo 5-6 figurano tra le prime 50 squadre al mondo per ranking e valore della rosa…) possa apportare lustro e benefici economici maggiori rispetto ad una vittoria in Europa League (dove, sulle 32 squadre che compongono il tabellone dei sedicesimi di finale, ci sono in media almeno 10-15 squadre tra le prime 50…), tanto che si è perso il conto delle volte in cui in tanti hanno detto/scritto che se il Napoli dovesse per ipotesi vincere uno scudetto poi, per magia, vedrebbe aumentare sensibilmente le sue entrate, attirando in questo modo nuovi e fantomatici sponsor che, evidentemente, non vedono l’ora di ricoprire d’oro la società partenopea non appena questa si aggiudicherà il tanto agognato terzo scudetto! Eppure non risulta affatto che ciò sia accaduto, ad esempio, con il Leicester (vincitrice del campionato inglese nel 2016) oppure col Montpellier (campione di Francia sei anni orsono), anzi entrambe le compagini da allora non hanno più ottenuto alcun piazzamento degno di nota, finendo così nel dimenticatoio del calcio che conta, al contrario di quanto accaduto, invece, con l’Atletico Madrid, società che fino a 12 anni fa navigava in pessime acque (e che ancora fino a qualche anno fa, non potendo contare su un introiti e fatturati imponenti, era costretta a cedere ogni anno i suoi calciatori più importanti al fine di autofinanziarsi…) e che poi si è man mano consolidata (e affermata) fino ad approdare tra le prime 10 squadre al mondo, proprio “facendosi le ossa” nell’Europa League, competizione che ha visto i madrileni trionfare per ben tre volte nelle ultimi nove edizioni, ottenendo così una visibilità e una notorietà a livello internazionale decisamente superiore di quella che hanno ottenuto le summenzionate Leicester e Montpellier, vincitrici di campionati nazionali!

Ecco perché, alla luce di tutto ciò, per il Napoli è di fondamentale importanza cercare di andare quanto più avanti è possibile in Europa League, anche a costo di cedere qualcosa in campionato ed eventualmente di perdere qualche posizione in classifica, dal momento che, dal punto di vista mediatico (e del ranking Uefa…), è preferibile arrivare quarti in campionato e quantomeno ai quarti di Europa League, piuttosto che arrivare secondi e fermarsi ai sedicesimi; va da se, ovviamente, che un’eventuale vittoria finale sarebbe l’optimus, considerato che, oltre alla conquista di un trofeo internazionale contro avversari di indubbio prestigio e blasone quali Chelsea, Arsenal, Siviglia, Valencia, Inter, Benfica, Bayer Leverkusen, Villareal, Zenit, Galatasaray, etc, la stessa garantirebbe non solo l’accesso ai gironi di Champions League direttamente in prima fascia come testa di serie (così come per la vittoria dello scudetto!), ma anche un notevole balzo in avanti nel summenzionato ranking Uefa nonché la possibilità di contendere la Supercoppa Europea alla vincitrice della Champions! Davvero niente male per una competizione che, secondo molti, non vale a niente…

 

Giuseppe Santoro

P.S.: auguri di buone Feste a tutti!

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