Ecco perché credere nell’impresa contro il Real non è (solo) follia.

Standard

Prima Premessa: Il Real Madrid , in generale, non è una semplice squadra di calcio, è molto di più. Il Real è una vera e propria leggenda, non solo per le 11 coppe dei Campioni/ Champions vinte o per i tanti titoli esposti in bacheca. Nell’immaginario di ogni appassionato di calcio, da. qualunque parte del mondo provenga, los blancos rappresentano “la squadra” per antonomasia. Il mito.

Seconda premessa: questo Real Madrid, in particolare,   è uno squadrone con   una rosa stellare. Una squadra capace di andare in gol da ben 46 partite di fila, con un monte ingaggi e un fatturato paurosi.

Queste sono le premesse da tenere a mente. E quindi, la compagine di  Madrid è certamente favorita, e si noti che, tra l’altro, mai è uscita agli ottavi di Champions. Pensare che il Napoli possa riuscire a ribaltare la situazione sembrerebbe una follia. Ma in realtà è una follia lucida, e con degli elementi che possono sostenerla.

In primo luogo, il rendimento esterno delle merengues in tutta la stagione non è stato eccellente. Le sconfitte contro Siviglia e Valencia, l’eliminazione in Copa del rey subita ad opera del Celta, i 3 gol incassati a Varsavia contro il Legia, ci indicano che il rendimento della squadra di Zidane in trasferta non è così devastente. Anzi, ci fa notare come soffra particolarmente gli stadi caldi, e difatti la stampa iberica tende a sottolinare il pericolo dell’Effetto San Paolo.

Come se ciò non bastasse, la squadra spagnola non è certo nel suo miglior periodo. Vero che viene da una confortante vittoria per 4 a 1 sul campo dell’Eibar, ma subito prima, nel giro di poco più di una settimana, aveva incassato una sconfitta a Valencia e raccolto un sofferto pari interno contro il Las Palmas.

E lo stile di gioco del Napoli, con i suoi inserimenti veloci e le sue verticalizzazioni, può davvero fare molto male alla retroguardia dei galacticos, che ha dimostrato in più occasioni di non essere imperforabile. Nell’ultimo meso, in 7 gare ufficiali disputate, ha subito ben 10 reti, riuscendo a tenere la porta inviolata solo in una occasione( al Bernabeu contro l’ Espanyol).

Non a caso, tanti osservatori e commentatori, come ad esempio l’ex madridista Martín Vázquez, mettono in guardia Ronaldo e compagni dei grattacapi che l’attacco azzurro può creargli.

E la partita dell’Olimpico di sabato scorso, ha mostrato un Napoli capace anche di saper soffrire, cosa che a volte gli era amncata in questa stagione, dove abbiamo visto un gioco spettacolare e spumeggiante nella meggior parte dei casi, ma qalche segnale di debolezza caratteriale nelle volte in cui è stato in difficoltà.

Alla lue di tutto questo, se davvero stasera la squadra di Sarri riuscisse ad esprimere al meglio il gioco delle migliori occasioni e fosse capace di farlo accompagnare  anche dalla forza di volontà e dallo spirito di sacrificio visto a Roma, allora si che, per davvero, le speranze di una remontada potrebbero essere non solamente un sogno.

E per concludere, un’ultima annotazione statistica: in 6 occasioni il Real ha vinto l’andata in casa per 3 a 1 e in 4 è stato eliminato.

    Attilio Di Lauro

Cosa resta davvero di Real-Napoli ma non se ne parla

Standard

Va premesso che vivendo in quel di Madrid il mio punto di vista è diverso e con una prospettiva differente rispetto alla percezione che di questo match si è avuta in Italia. Questo sicuramente mi offre una quantità  di spunti e di sensazioni che non sono trapelate sui media Italiani. A distanza di una settimana dalla oramai celebre partita del Bernabeu  la discussione è sempre molto alta, sia in Italia che in Spagna. Ma con toni nettamente divergenti. In Italia il dibattito è stato quasi del tutto monopolizzato dallo sfogo di De Laurentis e dalla reazione di Sarri, ai tweet di Reina e via cantante. Tra l’altro, sembra quasi che il discorso si sia chiuso nella notte di Madrid, e già  quasi non si dà  importanza alla gara di ritorno al San Paolo. Il che è del tutto illogico,  visto che la qualificazione è ancora in bilico. Ma c’è un’altra cosa, che è stata quasi eliminata dai media italiani, e che invece ha avuto grande risalto in terra Iberica: il gran impatto dei tifosi napoletani sulla città. La notte antecedente e il giorno della partita sono stati innanzitutto un grande spettacolo umano. Una vera e propria festa, ricca di colori, in cui l’azzurro incontrava il bianco delle merrngues in tanti bar, vie, piazze e negozi della capitale spagnola. Per la Gran via, Puerta del sol , per il Paseo de la Castellana la fiumana del tifo partenopeo ha letteralmente conquistato la città.  Con un altissimo tasso di simpatia e   di amicizia che si è sparso in ogni lato. Tanto per le strade che nello stesso stadio le due tifoserie si sono mischiate, non solo senza problemi, ma anzi con una forte stima reciproca e in un clima disteso e amichevole. Tanto che sono stati dedicati articoli alle canzoni e alla storia del tifo napoletano dai giornali più prestigiosi come il celebre Marca E guadagnarsi il rispetto e l’amicizia della tifoseria  madri lista, vi assicuro, non è affatto semplice. Inoltre, nonostante la prova non esemplare dell’undici di Sarri, la qualificazione è ancora aperta. E per tutta la città di Madrid si incontra il timore per un ritorno al San Paolo (definito un vero e proprio inferno) che ritengono( a mio avviso a ragione) complicato, tenuto conto anche di alcune prestazioni in trasferta che hanno offerto i blancos  durante la stagione, e conoscendo bene la forza incredibile del Napoli in casa. Ecco quello che invece è sparito( o quasi) dai media italiani. Sarebbe bello che da oggi fino alla gara di ritorno si tornasse a mettere al centro questo: la grande umanità e forza dei napoletani e la speranza reale e concreta di una possibole( seppur difficile) rimonta.

Attilio Di Lauro

Umberto Eco, l’ultimo dei “sapienti”.

Standard

Con la morte di Umberto Eco non se ne va semplicemente un intelletuale ma anche una personalità sempre più rara ai nostri giorni, quella che una volta era definita come”intelletuale poliedrico”, termine coniato per indicare  una mente  il cui genio e campo di studi fosse difficilmente indirizzabile in un unico  settore.

Anzi, forse per il grande Eco andrebbe utilizzato il termine  di σοφός , che gli antichi greci usavano per indicare i “sapienti”.

L’autore de Il nome della rosa è stato un tipo di umanista a tutto tondo, come i tanti filosofi e letterati  che hanno caratterizato la storia dell’occidente fino al secolo XIX. Un tipo di personaggio che, data la sempre maggiore settorialità e specializzazione  del mondo attuale, difficilmete può formarsi nuovamente.

Proprio questa sua dote e capacitá, non a caso,é quella maggiormente ricordata dai tanti che in queste ore lo stanno ricordando.

Per questo mi sento di azzardare che con la dipartita di Eco scompare, forse per sempre, la figura del pensatore globale.

17 Febbraio

Standard

Il 17 Febbraio del 1600 moriva a Roma il filosofo nolano Giordano Bruno, condannato al rogo dalla Santa Inquisizione.

Oggi, come allora, la libertà di pensiero e di azione è sotto l’attacco degli oscurantismi e dei dogmatismi. È facile pensare a quanto avviene in Africa e Asia per mano del fondamentalismo Islamico.

Ma il rischio di tentativi di  ingerenze della “Fede” sui  diritti di ognuno di noi  è sempre possibile, anche da noi.

Senza voler fare paragoni e parallelismi pericolosi, è tuttavia sotto gli occhi di tutti quanto sta accadendo in Italia nella discussione del Disegno di legge per il riconoscimento dei diritti civili ai conviventi.

Gli Strali della Chiesa di Roma sono molto di più che semplici opinioni, ma vere e proprie intromissioni nel dibattito politico.

E, fatto ancor più grave, intromissioni che tendono a negare diritti, non affermare valori.

Mi auguro che la politica sappia reagire in modo libero ed “eretico”, come avrebbe fatto il mio compaesano Bruno, anche se alcuni segnali, come quelli lanciati dal M5S, delle ultime ore non sembrano andare in questa direzione

Oggi, come ieri, va quindi ricoradto e celebrato chi, a costo della vita, difese il libero pensiero e la scienza dai fanatismi.

 

Addio al Duca Bianco

Standard

Ci ha lasciato uno degli artisti più poliedrici che ci siano stati negli ultimi decenni, il grande David Bowie. Oltre alle tante fasi della sua carriera musicale, dove è stato in grado di affrontare tanti generi e stili diversi, anticipando spesso i tempi, ne ricordo anche le sue qualità d’attore e d’autore.

Per me resteranno sempre indimenticabili i suoi ruoli in “L’ultima tentazione di Cristo” o “Labyrinth”.

La leggenda vuole che in realtà Bowie sia un vampiro e che sia immortale, e quindi questa altro non sarebbe che una tappa del suo percorso tra i secoli. Di sicuro ciò che resta immortale è la sua arte.

Addio Duca.

 

Grillo si è fermato a Quarto

Standard

La vicenda che coinvolge la giunta pentastellata di Quarto in Campania, guidata dal sindaco Capuozzo, ha tanti aspetti opachi e a tratti inquietanti che vanno ben aldilà della semplice cronaca  locale e oltre le eventuali responsabilità penali,  per una serie di fattori.

I Tanti nodi nell’operato dell’amministrazione (insediatasi solo lo scorso Giugno) delineano un quadro a tinte foschissime.

E come se non bastassero i tanti fronti aperti (quali la vicenda dell’appalto sull’acqua, dello stadio, dei presunti abusi edilizi etc.) Vi sono anche altre questioni che mettono in seria discussione il sindaco Capuozzo.

Come ad esempio l’atteggiamento che mostra nei confronti di un consigliere comunale di opposizione dichiarandosi felice per l’idea di spaventarlo, e mostrandosi  compiacente nei confronti di un dubbio personaggio che dichiara di volerlo far “abbuscare”.

Una mancanza gravissima e inaccettabile nei confronti del dibattito democratico che va denunciata e stigmatizzata.

E risuonano, inoltre,  alquanto agghiaccianti le parole pronunciate da un imprenditore ritenuto vicino ai Boss che invita a “portare a votare pure le ottantenni” per favorire la vittoria della candidata a cinquestelle, proprio nei giorni in cui Fico e Di Maio sfilavano per le strade della cittadina Campana mostrandosi orgogliosi della propria esponente, mettendo in qualche modo il proprio “timbro” su quella scelta.

Ed è proprio nell’atteggiamento del M5S che vi è l’aspetto più politico della vicenda e che, come dicevo, travalica i limiti locali per farlo assurgere a questione nazionale.

A Cominciare dalle dichiarazioni di Grillo che definisce “non determinanti” i voti della camorra per far eleggere la sua candidata, ammettendo, di fatto, l’inquinamento presente nel risultato elettorale, passando per i tanti silenzi dei “paladini dell’onestà”, come la stessa stella nascente Di Maio che pure (come detto sopra) andò a Quarto a far aperta campagna, che a quanto pare sulla vicenda non trovano nulla di strano né di deprecabile.

Una presa di posizione totalmente diversa e contraria a quanto fatto da Renzi su  altre questioni, come ad esempio Mafia Capitale.

L’impressione che si ha è quella che i Pentastellati non vogliano  affatto prendere le distanze ma intendano semplicemente “fare quadrato” intorno alla poltrona del sindaco discusso, costi quel che costi.

Infischiandosene di tutto (camorra, appalti poco chiari, minacce e quant’altro) dimostrando semplicemente che per loro il potere( anche quello di un semplice comune di provincia) conta molto più di qualunque altra cosa. Un monito e un presagio su cosa potrebbe accadere  qualora dovessero governare Stato o regioni.

 

Il Ritorno dalle feste

Standard

Con colpevole ritardo, auguro un buon 2016 a tutti!
Durante le vacanze natalizie ho trascurato il blog (ma non credo che ne abbiate sofferto :D) dedicandomi, come tradizione vuole, alla famiglia e agli amici. Tuttavia, ora riprendo a postare, sperando che questo nuovo anno sia proficuo e ricco di spunti!
E quindi…… Si torna!